giovedì 17 maggio 2007

Riso della Monsignora


I campi della Monsignora sono coltivati nel rispetto rigoroso dell'Agricoltura Biologica (reg. 2092/91) con il metodo della rotazione degli antichi romani senza concimi, diserbanti, pesticidi. La coltivazione del nostro riso biologico è un prodotto sicuro. Coltovazione Biologica significa non usare assolutamente alcun tipo di diserbante, rispettare l'ambiente e soprattutto rispettare la "vita". Il riso ha numerose virtù medicamentose: è antianemico, emolliente, rinfrescante, nutriente e rimineralizzante, depurativo, disintossicante.
I campi della Monsignora si trovano tra Pavia e Milano presso l'Azienda Agricola Tavazzani - Cascina Colombara - Lardirago - Pavia.
Tel. 0382-953093.
info@risodellamonsignora.it
risodellamonsignora@hotmail.it

Le varietà e i prezzi in euro:
Riso superfino bianco Arborio - 2.50
Ribe bianco fine - 2.00
Ribe semilavorato - 2.00
Ribe integrale - 2.00
Rosamarchetti fine bianco - 2.50
Della Role superfino bianco - 3.00
Antico integrale - 3.00
Indica bianco - 2.50

Fiori di zucca

Stasera li ho fatti a risotto, usando il riso di ercole semintegrale, che a differenza di quel che dice sabina secondo me è adatto per questo piatto... con gli asparagi per esempio era buonissimo! Ho fatto il solito soffritto di cipolla, noce di burro, spruzzata di vino bianco, ma nonostante tutto non mi è sembrato il modo più adatto per valorizzarli.
Dovrebbero essere più buoni sempre soffritti con la cipolla e con una semplice pasta, magari con del pan grattato fatto tostare in padella con un filo d'olio. Un altro modo per gustarseli bene è riempirli di un pezzetto di mozzarella e un'alice o in alternativa una fettina di prosciutto e in forno o fritti. Oppure semplicemente passati in una pastella leggera fatto solo con birra e farina e fritti.

Tenuta di Peccioli

Tenuta di Peccioli
Via delle Serre, 56030 Peccioli (PI)
tel. 0587.697160, fax 0587.697963
tenutadipeccioli@virgilio.it




Progetto Eughenia

La nostra cooperativa nasce nell'inverno 1997 e sino al 21 settembre 2004 ha gestito un progetto di valorizzazione e di rinascita sociale ed economica dell'azienda di Castiglioncello Bandini di 1018 ha. sulle falde del monte Labro (massiccio dell'Amiata), nell'omonimo borgo medievale in via di spopolamento. L'esperienza è stata interrotta da uno sfratto esecutivo ordinato in seguito ad una sentenza scandalosa che invalidava il contratto di affitto "perché strumentale all'acquisto" e dopo una durissima lotta di 3 anni, che ha trovato una straordinaria solidarietà anche oltre i confini nazionali. Successivamente siamo riusciti a conservare di quei terreni l'uso di un podere di 48 ha., e a prendere in affitto altri pascoli montani poco distanti per tenere in vita gli allevamenti (ovini, bovini e suini), per sopravvivere ed evitare il proprio scioglimento. Questa soluzione, però, non permetteva da sola di uscire dalla difficile situazione economica derivante dallo sfratto. Per far fronte ai debiti, ridare lavoro e fiducia ai soci, mantenere in vita la rete di solidarietà morale ed economica, si è cercata una nuova azienda agricola di dimensioni e potenzialità produttive adeguate.
È' così che si è approdati alla Tenuta di Peccioli (970 ha.) di proprietà del comune di Peccioli, che ha accettato un progetto di sviluppo presentato dalla Cooperativa e ha sottoscritto il 2 febbraio 2005 un contratto di affitto della durata di 10 anni.
La produzione più importante della Tenuta è il vino: esistono 48 ha. di nuovi vigneti DOCG Chianti e I.G.T. toscano di cui circa 30 già in produzione e due cantine, una tradizionale ed una ad alta tecnologia. Esistono 4.500 ulivi, di cui finora siamo riusciti a recuperare un terzo dall'inselvatichimento. L'altra attività tradizionale è la coltura dei cereali, che abbiamo iniziato a sostituire con gli allevamenti, trasferendo una parte degli animali che ancora alleviamo sull'Amiata con il metodo biologico.Anche sulla nuova azienda è stata iniziata da subito la conversione al biologico e contiamo entro l'anno prossimo di ottenere la certificazione.
Il nostro obbiettivo principale è quello di migliorare la nostra condizione di vita uscendo dalla schiavitù della logica di mercato imperante che impone sfruttamento della terra e delle persone per produzioni intensive pagate all'ingrosso a prezzi da terzo mondo, rivendute ai consumatori a prezzi da rapina, per di più con uno standard medio di qualità molto scadente che provoca patologie sempre più allarmanti. Pensiamo che l'unico modo di affrontare questo problema ormai planetario sia quello di allargare sempre più l'alleanza tra contadini e consumatori e, per quanto possibile, recuperare il rapporto con la terra, con la conoscenza delle sue fonti di ricchezza e di vita, partecipando alla riappropriazione (non nel senso della proprietà ma dell'uso, della gestione) della terra e del cibo, ormai sempre più nelle mani della speculazione e dell'agroindustria. Questo obiettivo non è più un'utopia, è diventato la parola d'ordine di Via Campesina, l'organizzazione mondiale con oltre 100 milioni di contadini aderenti, in cui ci riconosciamo. E molte istituzioni, tra cui la Regione Toscana, stanno cominciando a confrontarsi su questa proposta.
I primi fatti concreti di apertura al territorio sono stati: la messa a disposizione di 3 ha per gli orti sociali, la proposta di uno sportello per l'informazione tecnica sul biologico, il rilancio della vecchia festa delle Serre (1° domenica di maggio) che rappresentava l'incontro tra le 40 famiglie di coloni dell'azienda e gli abitanti del paese, abbiamo ricostituito con l'Università di Pisa un vigneto museo di 85 specie toscane in via di estinzione. Soprattutto, stiamo lavorando all'ampliamento della rete dei gruppi d'acquisto.

questo non l'ho fatto io


ma ferran adrià.
la ricetta si intitola: rosa di barbabietola con sorbetto di mandarino e mandorle, un' ideuzza per la prossima volta che bio pablo ci porta le barbabietole...

fiori di zucca ripieni di patate


questa non l'ho ancora provata:

"Pulite bene i fiori di zucca, togliete il pistillo e il calice (si chiama così?) che sta in basso. Farciteli con un composto di patata lessa schiacciata, formaggio grana, prezzemolo (potete anche fare esperimenti aggiungendo ingredienti secondo la vostra inventiva o il vostro frigo). Poi chiudeteli per benino e metteteli in forno, a circa 160°C fino a quando non prendono un aspetto dorato."

mercoledì 16 maggio 2007

cicoria e fave


cicoria (anche se i dubbi sulla sua identità precisa rimangono...)


"mettete in ammollo mezzo chilo di fave secche sgusciate per qualche ora. Fatele cuocere senza girare coperte d'acqua e con una cipolla intera. A cottura ultimata dovrebbero essere disfatte ma volendo utilizzate il minipimer e frullate.Nel frattempo pulite delle cicorie . Lessatele in abbondante acqua salata e a cottura scolate bene e fate intiepidire.Va servito così: un pò di cicoria accompagnata dal purè di fave il tutto cosparso di olio bbbbuono."

SLURP ! mi è venuta fame a scrivere la ricetta non ho pranzato...


la grafica del blog

giulia, volevo chiederti una cortesia: so che tutti gli sbattimenti per il blog li hai fatti tu, io mi allargo e ti faccio una piccola richiesta da parte mia e del bec, il blog non era più carino nella prima versione grafica che avevi realizzato ? fondo bianco scritte grigie e blu mi sembra ..., non si può anche uniformare i caratteri di titoli e testi ? ovviamente se non condividi siccome lo fai tu, decidi tu, era solo per esprimere un parere..., spero di non offendere nessuno. e approfitto per ringraziarti ancora del tuo lavoro.

il mistero si infittisce...


scartabellando in internet per trovare foto della cicoria, invece che chiarirmi le idee me le sto confondendo sempre più: ma la cicoria è la catalogna che corrisponde alle puntarelle ?

da questa foto di sicuro sembrano tutti parenti stretti...

questa è cicoria




però ora ho un dubbio:

da quello che vedo scritto qui pare che cicoria e catalogna siano la stessa cosa, è così ?

chissà se ci sarà mai una risposta...

cicoria?! ...

l'ignoranza e l'inesperienza imperano... la verdura a foglie verdi strette e lunghe della cesta di ieri, è forse la famosa cicoria? mai ricevuta nè cucinata prima.. se così fosse, ne approfitterei per provare la gustosa ricetta di sara coi fagioli.
attendo fiduciosa un vostro aiuto chiarificatore. grazie

mazzo di fiori (e zucchine)

so che a molti parrà strano, ma non ho mai preparato le zucchine con i loro fiori (mangiato sì, ma preparato mai... vergogna..).
e ora vorrei tanto preparare le bellissime piccole zucchine con fiore di biopablo..
magari una buona pasta. ma quando aggiungere i fiori senza rovinare tutto?!
qualcuno può aiutarmi?
grazie!

martedì 15 maggio 2007

uno strano tipo

il cavolo cappuccio
... non mi era mai capitato tra le mani. dal biopablo ho appreso che, a differenza di quanti su internet sostengono che sia una pianta invernale, matura in estate e quelli che abbiamo sono coltivati in serra, ce ne sono altri fuori che sono ancora piccini.
i modi di cucinarlo: sempre il biopablo mi ha consigliato di mangiarlo crudo, tagliato a listarelle fine fine e condirlo con vinaigrette a base di olio, sale, alici e senape... e devo dire che paga! c'è anche chi lo consiglia con carote e sedano alla julienne, cipolla fine, majonese, salsa worcester, prezzemolo, sale e pepe.
altrimenti cotto, direttamente in padella con un soffritto di cipolla, pancetta, sale e pepe... i vicentini ci aggiungono anche una mezza mela renetta. ed in effetti l'agrodolce non dev'essere male, se un'altra ricetta dice di mettere un po' di olio in padella, aggiungere il cavolo lavato e non scolato, farlo appassire e poi dargli un cucchiaio di miele e una tazzina di aceto balsamico, da aggiustare con sale con pepe.