giovedì 19 aprile 2007

il dado (è tratto ?)

premetto:praticamente tutte le ricette che avrò occasione di pubblicare sul blog non sono farina del mio sacco, è tutto materiale che ho accumulato in anni di copia/incolla gastronomico su internet. passo al dunque: per non utilizzare i dadi industriali composti di glutammato e non si sa bene cos'altro e per smaltire le quantità di carote, sedano e cipolle che ogni tanto arrivano incontrollate da bio-pablo io qualche mese ho fatto il dado fatto in casa e ne sono molto soddisfatta. Si fa così: carote 500 gr, sedano 500 gr, cipolla 500 gr, sale fino 500 gr,1 spicchio d'aglio,1 mazzetto di prezzemolo e basilico.Tagliare molto, molto finemente tutte le verdure, che sarà ancora meglio se saranno bio ( ma se sono di bio-pablo lo sono, no?). Coprirle con il sale e metterle a cuocere a fuoco leggero senza aggiungere niente (nemmeno acqua, Il sale estrarrà l'acqua di vegetazione delle verdure), lasciar cuocere alcune ore fino a quando quest'acqua non si sarà completamente asciugata. Mettere in barattolo quando è ancora caldo, chiudere e capovolgere. Con le stesse proporzioni ho letto che si può fare anche con la carne, ma io non l'ho mai provato, l'ho provato solo vegetale. Si conserva per mesi in frigorifero grazie alla grande quantità di sale. Ne basta un cucchiaino al posto del sale per insaporire minestre, sughi e piatti di carne, io lo uso anche per fare il brodo per il risotto (quando non ho tempo di fare il brodo vero). Non esagerare nelle quantità.
ps: che etichetta metto ?


6 commenti:

il bec ha detto...

io inaugurerei una nuova etichetta tipo "piccoli chimici", o "alchimie in cucina" o qualche altro creativissimo titolo tipo "varie ed eventuali"

il bec ha detto...

metti anche il tuo nome in etichetta, così aumentiamo i criteri di catalogazione dei post

Anonimo ha detto...

ma hai proprio la mania dell'etichetta! senti, e se facessimo etichette anche per la stagione in cui cresce l'ingrediente principale, l'origine culturale del piatto, le calorie che contiene, il colore che ha se è in tinta con la nostra tovaglia quotidiana, se è lassativo, rilassante, afrodisiaco o depurativo?

Anonimo ha detto...

le etichette te le ho messe in cima, antonio, così te le vedi appena apri il blog!

Anonimo ha detto...

per il dado si potrebbe riesumare l'etichetta "condimenti" che avevo inizialmente dato alla crema di carote della Liat (poi spostata a "pasta"). oppure su "zuppe", oppure creiamo un etichetta per le spezie... per il nome io lo fo, ma poi viene una lista lunghissima, ci sono ancora tante verdure da aggiungere. un criterio alternativo sarebbe scrivere il proprio nome nel testo del post o nel titolo, perchè così cercando col motore interno al blog compaiono tutte le ricette del tuo cuoco preferito

Anonimo ha detto...

sottoscrivo l'inserimento del nome nel post, mi sembra un'ottima idea! per quanto riguarda la foresta di etichette, fate voi..